{"id":2,"date":"2019-07-10T07:40:52","date_gmt":"2019-07-10T07:40:52","guid":{"rendered":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/?page_id=2"},"modified":"2019-11-11T11:11:21","modified_gmt":"2019-11-11T11:11:21","slug":"sample-page","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/","title":{"rendered":"Progetto"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\" style=\"text-align:center\">Amnesie d&#8217;autore: 1920-2020, un secolo di parole per raccontare l&#8217;amnesia<\/h2>\n\n\n\n<p>I temi delle malattie degenerative, del dolore e della morte sollevano interrogativi bioetici che letteratura e cinema consentono di avvicinare da prospettive inedite e feconde, con una complessit\u00e0 di sguardo che si propone di affiancare e integrare la letteratura medica specialistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto creativo permette di approfondire i dilemmi etici connessi a questi temi, e pu\u00f2 incidere a fondo sulla nostra comprensione delle  loro implicazioni e sulla necessit\u00e0 di elaborare risposte collettive, oltre  a favorire un dialogo e uno scambio interdisciplinare che abbracci campi del sapere tra loro lontani come la bioetica, le scienze cognitive,  le teorie culturali, la critica letteraria e la Visual Culture, la linguistica.  Il progetto intende indagare le forme di rappresentazione letteraria e audiovisiva dei vuoti di memoria causati da deficit neurologici (la malattia di Alzheimer e altre forme di demenza) o da traumi psichici (dovuti a fenomeni di portata storica e dunque collettivi o a eventi  personali), e la loro manifestazione linguistica in ambito classico,  italiano, inglese, americano, francese, tedesco e russo. Sul piano artistico\u00ad letterario, l&#8217;attenzione si concentrer\u00e0 sui generi e le strategie  retorico \u00adstilistiche adottati da artisti e scrittori per descrivere,<br> raccontare, rappresentare l&#8217;oblio; sul piano del linguaggio, si lavorer\u00e0<br> invece sull&#8217;elemento verbale, o iconico, inteso come sintomatologia del<br> vuoto di memoria.  Parte integrante del progetto sar\u00e0 un attivo coinvolgimento di istituzioni  e associazioni pubbliche e private del territorio, ai fini di una maggiore  sensibilizzazione sui temi in oggetto oltre a una migliore sinergia tra  mondo della ricerca e realt\u00e0 sociale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi del progetto<\/h2>\n\n\n\n<p>Il tema della memoria \u00e8 da tempo patrimonio riconosciuto delle\narti, e ormai anche i disturbi a essa connessi trovano considerevole accoglienza\nnella rappresentazione letteraria e audiovisiva e nelle dinamiche linguistiche.\nNella forma di semplice oblio o di vera e propria amnesia (che la medicina distingue\nin varie tipologie \u00ad lacunare, quando colpisce isolatamente gruppi di ricordi, retrograda\nse inibisce la rievocazione di ricordi precedenti l\u2019evento che l\u2019ha causata e anterograda\nse provoca l\u2019incapacit\u00e0 di ricordare fatti successivi all\u2019evento traumatico), dipendente\nda motivi psicologici o neurologici, il vuoto di memoria accede, secondo varie modalit\u00e0,\nalla sfera creativa nei suoi temi e nelle sue forme, e si riflette inequivocabilmente\nnella pratica linguistica. <\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto si propone di indagare in che modo queste malattie\nvengano rappresentate attraverso parole e immagini, in che misura l&#8217;atto di rappresentazione\nsia determinato o contribuisca a modificare i codici narrativi e formali, incidendo\ndunque attivamente sui generi e le questioni linguistiche, persino sull&#8217;ordine del\ndiscorso in ragione di un anomalo trattamento memoriale della temporalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l&#8217;aspetto letterario e audiovisivo si indagheranno due principali\nlinee di ricerca, con riferimento alla rappresentazione, negli ultimi cento anni,\nin ambito italiano, francese, inglese, americano, tedesco e russo, anche nell&#8217;ottica\ndel riuso di modelli culturali del mondo classico, 1) del vuoto di memoria causato\ndalla degenerazione neurofisiologica, identificato con l\u2019Alzheimer e altre patologie\nconsimili 2) delle amnesie e rimozioni post traumatiche di derivazione psicologica\n(ivi compresi i casi della allomnesia o ricordi falsati).<\/p>\n\n\n\n<p>Queste ultime a loro volta possono derivare da fenomeni storici\n(guerre, attentati&#8230; con alcuni momenti cruciali quali le due guerre mondiali,\nla Shoah, il terrorismo internazionale) o da eventi personali (malattie, incidenti,\nlutti&#8230;). Adottando una prospettiva sia diacronica (evoluzione del problema, sua\nrappresentazione e autorappresentazione nella modernit\u00e0), sia sincronica (declinazioni\ntra loro coeve del problema), verranno analizzate scritture quali romanzi, autobiografie\ne autofinzioni, poesia, letteratura grafica e canzoni, oltre a opere audiovisive\n(film, serie tv, spettacoli teatrali), entro un arco cronologico che va dalla fine\ndella prima guerra mondiale al presente. Si potranno cos\u00ec analizzare e indagare,\nanche dal punto di vista antropologico, analogie e differenze nella rappresentazione\ndei disturbi della memoria in relazione ai diversi contesti culturali in cui uno\nstesso schema narrativo e\/o simbolico viene utilizzato (sempre in prospettiva tanto\nsincronica quanto diacronica): si pensi soltanto all&#8217;evoluzione funzionale del mito\ndi Edipo nella cultura contemporanea, con la trasformazione del tema dell&#8217;ignoranza\ndella colpa in quello della rimozione traumatica della memoria della colpa stessa,\nanche grazie al filtro sincronico dalla rilettura psicanalitica di questo mito.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stessi materiali si presteranno a un&#8217;esplorazione dei livelli\nlinguistici (sintattico, lessicale, morfologico, discorsivo, lessicale) che meglio\nevidenziano, in termini sintomatologici, fenomeni traumatici o patologici di oblio\ne vuoti di memoria, oltre allo studio delle parti del discorso utilizzate per sopperire\nalla dimenticanza. Tale studio sar\u00e0 svolto, anche con l\u2019uso dei corpora, in modo\ncontrastivo rispetto al linguaggio standard.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli obiettivi a ampio spettro quello di mostrare come la\nnarrazione, contribuendo a modificare la percezione dei fenomeni amnesici, possa\nfungere da vettore di resilienza tanto individuale quanto collettiva (nella sua\ndimensione figurativa, interpretativa, curativa o addirittura catartica). Su un\npiano personale, consentendo tramite la parola e\/o l&#8217;immagine un lavoro di consapevolezza,\nriscoperta, reintegrazione dell&#8217;io; su un piano collettivo, evidenziando l&#8217;impatto\nche sia le lacune post\u00adtraumatiche sia le malattie neuro\u00addegenerative hanno sulla\nconservazione della memoria culturale (esemplari in tal senso i casi dei reduci\ndi guerra, dei sopravvissuti all&#8217;Olocausto e ai recenti attentati terroristici).\nObiettivo finale \u00e8 quello di cogliere l&#8217;emergenza e l&#8217;utilit\u00e0 di un nesso tra linguaggio\nscientifico e linguaggio umanistico, alla luce di un dirsi per verba e per immagini\nsempre meno intransitivo e pi\u00f9 aperto ai fenomeni e alle sollecitazioni della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amnesie d&#8217;autore: 1920-2020, un secolo di parole per raccontare l&#8217;amnesia I temi delle malattie degenerative, del dolore e della morte sollevano interrogativi bioetici che letteratura e cinema consentono di avvicinare da prospettive inedite e feconde, con una complessit\u00e0 di sguardo <span class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/\">Continue Reading<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2"}],"collection":[{"href":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":238,"href":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2\/revisions\/238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/amnesiedautore.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}